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Frasi che contengono la parola nicola

. I villaggi che costituirono Motta di Porchia furono denominati dai Santi sotto la cui invocazione erano stati fondati ed ai quali erano state edificate diverse chiese: San Pietro, San Paolo, San Marco, Sant'Angelo, San Donato, San Vito, San Nicola, San Barnaba, San Salvatore,

, l'Ecce Homo, la tela di S. Gaetano, il Crocifisso, S. Nicola, S. Biagio, le reliquie di S. Serafino e di S. Vito martire e la statua di S. Liberato Martire. Di recente, nel corso di alcuni saggi, sono venute alla luce, nella zona absidale, tracce di affreschi trecenteschi.

, De Nicola, noto per una prudenza ai limiti dell'indecisione, era contrastato da sentimenti diversi e morso da profondi dubbi, mal tollerati da chi desiderava di conoscere una volta per tutte se fosse favorevole o meno ad essere confermato

- Trattasi di due chiese: la chiesa di San Nicola arcaica, sita in via III Novembre, presso il centro storico di Mentana, e la chiesa nuova, sita presso l'incrocio di Via G. Amendola (sorta di prosecuzione della suddetta via III Novembre) e Via Reatina.

Maria Grazia Revello, Tiziana Lazzarotto, Brunella Guerra, Arsenio Spinillo, Enrico Ferrazzi, Alessandra Kustermann, Secondo Guaschino, Patrizia Vergani, Tullia Todros, Tiziana Frusca, Alessia Arossa, Milena Furione, Vanina Rognoni, Nicola Rizzo, Liliana Gabrielli, Catherine Klersy e Giuseppe Gerna,

, ma se ne hanno tracce anche in epoca romanica. Al suo interno si ha un altare, dove in uno degli scrigni si trova la Madonna con il bambino tra i santi Andrea e Nicola, San Lorenzo e San Sebastiano, oltre che la rappresentazione biblica della

: situato all'interno della Cattedrale, accessibile dall'ingresso meridionale, ospita opere in gran parte provenienti dal duomo, come un antifonario, la ricostruzione del Crocifisso di Nicola Gallucci, il gruppo originale dell'Annunciazione, che stava presso il portale maggiore della cattedrale, e altri paramenti liturgici.

De Nicola, che non condivideva il testo del trattato, rifiutava di apporvi la sua firma con la giustificazione che, come dichiarato dal rappresentante italiano Soragna, l'efficacia dell'adesione dell'Italia era subordinata alla ratifica dell'Assemblea Costituente e non del Capo dello Stato

. Il re Nicola respinse invece qualsiasi invito alla tregua, volendo a tutti i costi ottenere Scutari: come forma di pressione contro il piccolo Stato, una squadra navale britannica, francese e austroungarica impose un

Nicola di Damasco sostiene che ad aver risparmiata la vita ad Antonio fosse stata la decisione di Marco Bruto, probabile figlio naturale di Cesare, che pur avendo combattuto a Farsalo con i pompeiani era stato da quello graziato e aveva potuto rifarsi una vita politica

. Si tratta di un gruppo scultoreo realizzato interamente in bronzo e caratterizzato da quattro sculture raffiguranti, rispettivamente l'aria, l'acqua, il fuoco e la terra, ossia gli elementi della filosofia del filosofo akragantino Empedocle. Le opere d'arte sono collocate all'interno del giardino del Museo Archeologico San Nicola.

. Nella decima stagione Oscar deve fare i conti con il ritorno di Agnese, che la madre Jessica ha preferito lasciare nella mani del padre per trasferirsi a Dubai; in questa stagione Oscar ha una relazione con l'insegnante di latino di Agnese, Nicola Gardini (interpretato da

Bassorilievo bronzeo nel comune di Cereseto Monferrato ai caduti russi della prima guerra mondiale, mai consegnato a Nicola ll e donato al comune da Riccardo Gualino per tutti i caduti della grande guerra

e Gioacchino. Molte delle tele, che oscillano tra realismo e post-impressionismo, sono conservate nella Pinacoteca Cascella ad Ortona (quelle di Basilio), e nel Museo Cascella di Pescara. Molto attivi anche gli scultori Nicola Eugenio D'Antino,

. I tedeschi riuscirono dopo strenui sforzi a superare il muro di cinta nel settore di Porta Santo Spirito; i capitani Nicola Seidenstuecker e Michele Hartmann raggiunsero con i loro lanzichenecchi gli spalti, conquistarono i cannoni e costrinsero alla fuga i difensori

alla Collegiata Santa Maria della Colonna e San Nicola, la storica millenaria chiesa romanica che domina il Borgo antico di Rutigliano, ricca di pregevoli testimonianze artistiche come, tra gli altri, il celebre polittico del Vivarini e l'icona trecentesca bizantina dell'Odegitria.

, dono dei valenzani al monastero di San Giorgio, qui traslata dopo l'abbandono della cappella palatina. Numerose statue e dipinti di varie epoche, veri capolavori provenienti anche da cappelle andate perdute come quella di San Nicola di Mira, statua lignea dorata (sec. XVI-XVII) dal rione Cafasso e Santa Margherita di Antiochia, stessa epoca, dal rione Barri. La tavola di

, al Codice di procedura civile a cura di Nicola Picardi, al Codice penale a cura di Tullio Padovani e al Codice di procedura penale a cura di Giovanni Canzio e Giovanni Tranchina, per la normativa di settore basti citare, tra i tanti: Codice del lavoro a cura di Giovanni Amoroso, Enzo Di Cerbo e Arturo Maresca, Codice della famiglia a cura di Michele Sesta, Codice del consumo a cura di Vincenzo Cuffaro, Codice del fallimento a cura di Piero Pajardi, Codice della giustizia amministrativa a cura di Giuseppe Morbidelli, Codice dell'azione amministrativa a cura di

Nella stessa sezione potrebbero andare la descrizione delle architetture novecentesche e contemporanee della regione: il lungomare monumentale di Bari, la chiesa di san Pio, lo stadio San Nicola e, per non essere troppo

, al San Nicola i rossoneri, ma la questura del capoluogo ha vietato la trasferta a tutti i supporter dauni, appunto per ragioni di sicurezza, quindi le due tifoserie organizzate non sarebbero venute in contatto e non ci sono fonti che lo testimonino. Vedi:

. Con la fine del regime comunista si riaccende anche in Russia, a partire dagli anni novanta, l'interesse sulla famiglia imperiale dei Romanov con una lunga serie di produzioni, specie televisive, sul soggetto. Con poche eccezioni, Nicola II ha nei film un ruolo di comprimario, rispetto ad altri membri della famiglia reale (i figli

l'esercito ma, prima che fossero diramati gli ordini relativi, un messaggio dell'ignaro Guglielmo II indusse lo zar Nicola II a limitare la mobilitazione ai quattro distretti militari lungo la frontiera austriaca, escludendo i tre sul confine tedesco

su Piazza Matteotti, antico ingresso del piano di Sant'Angelo, con la relativa Porta San Michele, o Porta Sant'Anna. Quest'area conserva ancora l'antico impianto medievale, nonostante alcune moderne costruzioni che stonano con il contesto settecentesco, e le principali vie e piazze sono Piazza Matteotti, Largo Addolorata, Piazza Garibaldi, via Camillo de Attiliis, via Sant'Eligio, via San Michele, via Nicola da Guardiagrele, via San Giovanni. I monumenti sono la chiesa di

(Contrada Villa San Nicola): chiesa del XVIII-XIX secolo situata nel pieno centro della contrada sparsa, con campanile a vela, facciata a capanna intonacata di bianco, ornata alla base da un solo portale a tutto sesto senza lunetta, e al centro di essa da un ordine di tre finestre a tutto sesto.

: il suo campanile richiama quello della chiesa di San Nicola di Bari. La chiesa distrutta di Ragusa inoltre aveva sui muri laterali arcate cieche simili a quelle delle cattedrali di Bitonto e di Bari. Importanti anche la

e i loro compagni Giovanni Venerucci, Anacarsi Nardi, Nicola Ricciotti, Giacomo Rocca, Domenico Moro, Francesco Berti e Domenico Lupatelli. I patrioti italiani furono giustiziati in seguito alla sentenza della

. Nicola I era convinto infatti che il crollo del secolare e decrepito impero turco avrebbe potuto portare grandi vantaggi alla Russia sotto l'aspetto dell'espansione territoriale, in particolare nell'area dei

venne vietato di accedere al trono per i suoi precedenti scandali matrimoniali che avevano portato alla sua rinuncia dei diritti al trono. Dopo aver trascorso tre anni in esilio, mentre suo fratello Nicola prestava servizio come reggente in nome di suo figlio

). Altri edifici sacri d'interesse storico e artistico sono la collegiata di san Giovanni Battista (con tele di Nicola Menzele) e le chiese di santa Maria del Carmine (con grande cupola affrescata da

, Madonna Cava Bufalata, Madonna dell'Alto Oliva, Mamuna, Mandriglie, Matarocco, Messinello, Misilla, Musciuleo, Nasco, Paolini, Pastorella, Pecorume, Perino, Pellegrino, Pispisia, Ponte Fiumarella, Porcospino, Pozzillo, Rakalia, Ranna, Rassameli, Rinazzo, Roccazzello, Salvaggi, San Giuseppe Tafalia, San Nicola, San Silvestro, Sant'Ambrogio, Sant'Anna, Santa Venera, Santi Filippo e Giacomo, San Michele Rifugio, San Leonardo, Santo Padre delle Perriere, Scacciaiazzo, Sinubio, Spagnuola, Stazzone,

(Nunzio Giardini, Vincenzo Riccio, Francesco Todaro, Giacomo Muro, Nicola Buono, Stefano Foti, Bartolomeo Stagnaro, Ignazio Catanzaro, Giuseppe Zuccone e Giuseppe Garazzino) per fornire scorta alla spedizione in

, nel territorio comunale si ha la presenza delle foce di alcuni brevi torrenti (San Nicola, Toccacielo). Tali corsi d'acqua, attraversando il territorio comunale da nord a sud,ne diventano confine e comunale e regionale: mentre il

, al quale fu intitolata una Galleria nell'ospedale stesso. Nello stesso secolo fu primario del San Giacomo il chirurgo francese Nicola Larche: le sue osservazioni sugli ascessi delle ferite presso quest'ospedale sono riprese anche nella coeva opera

Samato, Sant' Andrea, Sant' Antonio d'Ascula, San Bartolomeo, San Francesco da Paola (inurbata), San Gerardo, San Luca, Santa Lucia, San Nicola, Sant' Oceano, Sant' Oronzo, Santo Stefano, Santa Teresa, San Vincenzo, Scarciglia, Sicarico, Sorba, Spina, Stomazzelli

di aspetto severo e turrito, insistente su di un'area dell'antico borgo San Nicola, nella sua lunga vita ha subito numerosi rimaneggiamenti, tanto da perdere, in buona parte, la configurazione originaria. Gli interventi degli

Lungo la nuova cinta muraria furono poste cinque porte, quattro in corrispondenza delle arterie di traffico regionale, Santa Maria, San Giovanni, San Nicola e Sant'Andrea, e in ultimo Portanova che consentiva il collegamento diretto con i casali meridionali

La regressione ipnotica di Marta termina con il solenne funerale di Beethoven. Nell'albergo dove lei e Nicola hanno preso alloggio, poco distante dalla casa di Palestein, assistono a una trasmissione tv in cui viene proclamato un

furono rinvenute le reliquie dei santi anacoreti Nicola e Trano, che sarebbero vissuti nei pressi della chiesa. Il santuario si trova a sud, poco distante dal paese, sopra un rilievo granitico con vista panoramica sulle

, che succedette a Nicola I fu inizialmente moderato conservatore consapevole di non avere alternative ad accettare alcuni cambiamenti. Durante il suo regno tutti gli aspetti della vita russa furono sottoposti a riforme. Dopo il

per lato: sul lato sinistro vi sono la cappella della Madonna del Rosario (o Da Lisca), la cappella del Crocefisso (o Dal Pozzo), la cappella della Vergine (o Giusti) e la cappella di San Nicola da Bari; sul lato destro la cappella di Sant'Antonio da Padova (o Maffei), la cappella di Maria Ausiliatrice (o Alcenago), la cappella di San Giuseppe e la cappella di San Michele Arcangelo. Ulteriori due cappelle si trovano al termine dei bracci del transetto, di cui quella di sinistra dedicata al Beato Bernardo Tolomei e quella di destra a San Francesca Romana; infine le ultime due si trovano ai lati del presbiterio, a sinistra quella di San Benedetto e a destra quella di Sant'Elena. Ai lati del presbiterio vi sono inoltre due grandi tele realizzate da

In Guardiagrele oltre al duomo con il portale strombato ad arcata ogivale e gruppo scultoreo di Nicola da Guardiagrele dell'Annunciazione, si conserva la facciata della chiesa di San Francesco, dal portale a cornice a spina di pesce e tralci vegetali, incassato in una ghimberga gotica. La chiesa di Santa Maria Maggiore di

degli interni: superato il piccolo foyer, si accede alla platea dalla quale si possono ammirare il triplice giro di palchi lignei, la volta affrescata dal barese Nicola Colonna e il sipario di Domenico Battista che riproduce la

e comprende cinque parrocchie: a quella di San Nicola, attiva presso la chiesa Matrice sin dalla fondazione della cittadina, nel secondo dopoguerra si sono affiancate quelle del Santissimo Rosario (istituita nel

Numerose altre case cittadine risalgono all'epoca medioevale: case-torri fortificate o case gotiche con bifore e a volte scale esterne con ballatoi (profferli), risalenti per la maggior parte al XII-XIII secolo. Altri palazzi sono dovuti alle ristrutturazioni rinascimentali di case medioevali o a nuove costruzioni contemporanee (casa del notaio Nicola Savio del

probabilmente il bisogno di confermare la donazione fu determinato da una controversia giudiziaria sorta tra l'abbazia delle Tre Fontane ed i tre fratelli Pietro, Nicola ed Angelo Gandolfi, che avanzavano pretese su una torre edificata dalla loro famiglia in territorio nemese presso l'attuale

Il Castello: non si hanno molte notizie di questa struttura, che si trova nel cuore del centro storico, al confine con il borgo di Lama Vecchia, quasi franato del tutto. Il castello sorge su un'altura, cerniera tra la vecchia Lama e quella nuova sviluppatasi nel XVII secolo, attorno l'attuale piazza Umberto I, con la parrocchia di San Nicola e San Clemente. Oggi del castello rimangono ruderi dell'impianto irregolare, compreso tra via Castello e via Forno vecchio, pare che prima della distruzione degli alleati mediante bombardamento, il castello fosse una residenza gentilizia, rimaneva solo una torre di guardia ancora oggi conservata, mentre attorno si trovano i ruderi delle mura.

. Inoltre anticipa la notizia di un nuovo singolo in uscita a novembre con videoclip diretto dal regista Pepsy Romanoff. In autunno ritorna in studio di registrazione insieme al produttore Celso Valli, a Nicola Venieri e all'amico

In ottobre le truppe ottomane occuparono la fortezza di frontiera russa di San Nicola, in Georgia, mentre Shamil conseguiva ulteriori successi nella zona di Tblisi. Da Kars i turchi tentarono allora un'offensiva verso Alexandropol (oggi

al quale venivano negate le rendite delle tonnare di Cofano, Scopello e san Nicola in Favignana dai rispettivi proprietari, i nobili Bartolomeo de Carissima, Giovanni di Sanclemente e Filippo Crapanzano, i quali, convocati a

fece al conte Simone Cofone di Acri e di Padia. Sull'edificio si trova un piccolo campanile costruito in mattoni e pavimento colorato e un bassorilievo che raffigura San Nicola che impugna una grande chiave sul portone d'ingresso.

Oltre il silenzio delle armi: l'agente arancio e le conseguenze della guerra in Viet Nam / a cura di Sandra Scagliotti e Nicola Mocci; in collaborazione con Association d'amitie franco-vietnamienne, Associazione nazionale Italia-Vietnam

A funzionare era soprattutto l'industria per la lavorazione di prosciutti molto richiesti, a cura di nomi di antica generazione come Nicola Colarusso, Stefano La Verde, Michelangelo Ciarcia, Saverio Ciarcia, Fiore Nardone, Antonio De Roma, Francesco Addonizio, Carmine Addonizio, Federico Nardone.

con le truppe aragonesi per cingere d'assedio L'Aquila. La chiesa di San Nicola tuttavia, nell'ambito di allargamento del viale Duca degli Abruzzi, insieme alla chiesa di San Benedetto d'Arischia, del Quarto San Pietro, venne demolita, ma al contrario dell'altra, la facciata tardo romanica per il valore artistico, fu rimontata presso la chiesa madre di Santa Maria in

Dopo la presa di Pleven alcuni comandanti dell'esercito russo erano dell'avviso, visti i rigori dell'inverno, di rimandare la campagna fino alla primavera successiva, ma il granduca Nicola decise che non si doveva dare alla Turchia il tempo di riprendersi. Fu quindi deciso di avanzare subito su Adrianopoli (oggi

ad opera dei regi ingegneri Matteo D'Amato e Nicola Leandro. I lavori furono iniziati nel luglio dello stesso anno e le acque dei tre torrenti Cavaiola, Citola e Solofrana furono incanalate in un alveo che passava ai piedi della collina di Nocera e si immetteva nel Rio San Mauro, un piccolo fiume tributario del Sarno

, a sud della prima venne costruita una terza chiesa dall'arcivescovo Danilo II, la chiesa della Santa Vergine Hodegetria, a sud della quale venne poi aggiunta anche la piccola chiesa di San Nicola. Di fronte alle tre grandi chiese Danilo II eresse un monumentale

. La fortezza aveva una forma poligonale con cinque vertici nella zona sud del fiume, e due nella zona nord, Castellammare; nel quartiere di Pescara vecchia aveva una piazza d'armi, oggi occupata da via Conte di Ruvo, mentre la piazza maggiore era l'odierna piazza Garibaldi. Presso i bastioni omonimi sorgevano le chiese di sant'Antonio, san Giacomo, san Cristoforo e san Nicola, molte delle quali andate perdute durante i

Per Nicola Ivanoff - che crede che il dipinto Potsdam, di certo il migliore delle varie copie, sia quello citato dal Baglione - Tommaso ci si mostra come un rozzo ed ottuso filosofo materialista intento a una duplice operazione di verifica: non solo tocca la ferita del costato di Cristo, ma contemporaneamente la scruta evidenziando la meraviglia del tutto umana di chi non riesce a capire

, il quale, fiducioso in una riconciliazione con l'Oriente concesse la dispensa per le quarte nozze; in seguito, sulla base della decisione papale ma non senza opposizioni costrinse il Patriarca Nicola a dimettersi, imponendo al suo posto il teologo e confessore

, protettore dei naviganti e patrono del paese. Secondo una tradizione locale, i marinai di una nave invocarono in mezzo alla tempesta il Santo e trovarono rifugio nel canale di Brucoli. In segno di riconoscenza portarono nella chiesa in costruzione il quadro raffigurante San Nicola in trono, oggi divenuto pala dell'altare maggiore. L'edificio sacro ha subito gravi danni a causa del

Quanto al nome della sua famiglia, non vi sono elementi decisivi che ne permettano l'identificazione. Risulta conservato nell'archivio del convento agostiniano di San Nicola a Pisa il testamento, rogato nel

sono state depositate presso la Procura della Repubblica di Taranto due perizie, una chimica e l'altra epidemiologica, nell'ambito dell'incidente probatorio che vede indagati Emilio Riva, suo figlio Nicola, Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento siderurgico, e Angelo Cavallo, responsabile dell'area agglomerato. A loro carico sono ipotizzate le accuse di disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose e inquinamento atmosferico.

(CZ) vuole che durante lo spostamento di una statua del santo, i buoi che ne trainavano il carro furono impediti dal proseguire oltre: l'evento fu interpretato come la predilezione di san Nicola per quel paese.

e dal suo seguito, composto dal principe Nicola Brancaccio di Ruffano, dal conte Francesco de la Tour, dal marchese Imperiali, dalla duchessa di San Cesareo, dal duca di San Vito Emanuele Caracciolo, dal maresciallo Riccardo de Sangro principe di San Severo, dal retro ammiraglio Leopoldo del Re, dal maresciallo Giuseppe Statella, dal maresciallo Francesco Ferrari

del duo esce il primo marzo dell'anno seguente per Woodworm Label e vede la partecipazione di Nicola Cappelletti al violino ed elettronica, Alessio Avallone alle illustrazione (questi due presenti anche in molte performance live), oltre che delle attrici Micol Pavoncello e Anna Bonaiuto.

americani passarono da Piana degli Albanesi per recarsi a Palermo. All'indomani di questo evento la memoria delle lotte risalenti al socialista Nicola Barbato e ai Fasci dei Lavoratori ridiventa visibile. Nel

. La prima composizione vedeva i figli del re Anfuso, Guglielmo e Ruggero, l'ammiraglio Michele, il cancelliere Roberto, il magister Tommaso, lo scriniarius Maione, il logotheta Nicola; il protonotarius Filippo e il magister Aschettino.

Ordine dell'attico: Giovan Battista Gorgo di Francesco, Fausto Macchiavelli, Orazio Velo di Sebastiano, Onorio Belli di Elio, Giovanni Monza di Leone, Marc'Antonio Broglia, Giovan Battista Titoni di Vincenzo, Paolo Chiapin, Girolami Forni, Francesco Florian di Carpoforo, Marco Valle di Giovan Pietro, Nicola Tavola di Ottavio, Paolo

. Per cercare di debellare il morbo furono bruciate e distrutte diverse abitazioni. Da questo evento ebbe origine la richiesta avanzata dal popolo, di avere un proprio Santo Protettore del paese: San Nicola di Bari. Nel

Mentre i colloqui continuavano, la vita del paese stentava a riprendere, e Nicola Troilo ricorda l'episodio del tavolo in marmo della pescheria usato dalle donne per impastare il pane da dare alla popolazione che si accumulava in fila indiana, al freddo e al gelo, per ricevere la propria razione.

si trovano altre due cappelle: la cappella Alighieri a destra, e la cappella di San Giuseppe, con il mausoleo Della Torre, a sinistra. Lungo le pareti si trovano poi i seguenti altari: sulla destra vi sono l'altare Nichesola, l'altare di San Raffaele e l'altare di San Francesco, mentre sul lato opposto trovano spazio il mausoleo Brenzoni, l'altare di San Nicola e l'altare di San Giuseppe (o dei Marangoni).

, nella cappella dedicata a san Nicola che aveva fatto edificare; il desiderio del Longhi era d'essere sepolto nella basilica di Pontida, cosa che non fu possibile. Quando la chiesa del monastero francescano fu demolita, la salma venne traslata nella cappella di famiglia nella

Giardino di Empedocle,gruppo scultoreo realizzato interamente in bronzo e caratterizzato da quattro sculture raffiguranti, rispettivamente l'aria, l'acqua, il fuoco e la terra, ossia gli elementi della filosofia del filosofo akragantino Empedocle. Le opere d'arte sono collocate all'interno del giardino del Museo Archeologico San Nicola.

Samato, Sant' Andrea, Sant' Antonio d'Ascula, San Bartolomeo, San Francesco da Paola (inurbata), San Gerardo, San Luca, Santa Lucia, San Nicola, Sant' Oceano, Sant' Oronzo, Santo Stefano, Santa Teresa, San Vincenzo,

Nel suo interno sono collocati sette quadri ideati da Nicola Sebastio, che ripercorrono la storia del popolo di San Marco e una lapide dedicata ai parroci che si sono succeduti. Oltre alla statua del discepolo di Cristo, patrono della frazione di

, a cui parteciparono gli esponenti delle famiglie gentilizie come Pompeo e Carlo de Angelis, Costabile Matarazzo, Giovanbattista Forziati, Antonio Baglivo, Luigi Parente, Tommaso Perrotti, Andrea Guglielmini, Federico Coppola e Nicola Pepi

Una sera, il giovane Jovan, uccide il capofamiglia Gorka conficcandogli un paletto acuminato nel cuore. A seguito dell'aggressione, il corpo dell'uomo si disfa in pochi istanti, sotto gli occhi terrorizzati di Nicola. L'uomo decide di correre a denunciare l'accaduto. In quell'occasione, un poliziotto del paese, informa Nicola che la famiglia Ciuvelak nasconde un terribile segreto. Nonostante la denuncia d'omicidio ad opera di Nicola, le forze dell'ordine del paese si rifiutano di raggiungere la casa dei Ciuvelak. Tornato a casa Ciuvelak per recuperare la propria auto, Nicola, viene assediato dai vari membri della famiglia: si tratta di un gruppo di

fu approntata la prima mappa catastale di Cogliate. Nel foglio VI si evidenzia una porzione di territorio, confinante con Cassina Ferrara, totalmente ad uso agricolo, denominato arativo e arativo moronato (ovvero con la presenza di fila di gelsi per l'allevamento del baco da seta). Nicola Papis e Ottavio Castelli di San Pietro risultano essere i maggiori proprietari terrieri. Nel foglio VIII viene messa in evidenza la porzione di territorio centrosettentrionale di Cogliate, lasciata soprattutto a

e successivamente di Nicola Bonacasa, che furono i promotori di questa collaborazione. Da questo momento furono avviate annualmente indagini archeologiche sul Piano di Imera, indagando l'area sacra, la

Si tratta di una chiesa a navata unica, con tetto a botte e due porte laterali, una per la sagrestia e la torre campanaria e l'altra per i fedeli: un altare centrale con tabernacolo e residenza del Santo e due laterali, le cui alcove dovevano essere coperte da due tele. Custodiva le statue di San Nicola e di Santa Lucia.

Sempre stando alle indagini, gli agenti di polizia penitenziaria Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Dominici avrebbero gettato il ragazzo per terra procurandogli le lesioni toraciche, infierendo poi con calci e pugni nelle celle di sicurezza del tribunale di

Alcuni di questi murales toccano tematiche sociali e di importanti fatti di cronaca contemporanea, come i due murales realizzati dagli artisti genovesi Enzo Dente e Nicola Soriani per commemorare le vittime del ponte

, la piazza principale del paese, che prende il nome dalla scomparsa chiesa di San Nicola e dove si trovano le sedi di diversi servizi pubblici, tra cui scuola elementare e caserma dei Carabinieri e il monumento ai caduti.

, sulla chiesa di Santa Maria dell'Udienza, chiesa del Carmine, chiesa di San Sebastiano, chiesa di Santa Maria dell'Itria, chiesa di San Michele, il tempio di San Nicola aveva supremazia su tutte, vantava il titolo di

), e le prime pagine web, che descrivevano l'intero progetto. Il browser aveva accesso alle newsgroups di Usenet e ai files FTP. Tuttavia funzionava solo su NeXT; Nicola Pellow scrisse dunque un semplice browser via testo, chiamato Line Mode Browser, che poteva funzionare su qualsiasi computer.

Interpreti: Michele Pertusi/Nicola Alaimo (Don Pasquale), Christian Senn/Filippo Polinelli (Malatesta), Celso Albelo/Leonardo Cortellazzi/Shalva Mukeria (Ernesto), Pretty Yende/Ludmilla Bauerfeldt/Letitia Nicoleta Vitelaru (Norina), Mikeil Kiria (Un notaro).

). Pregevoli sono pure le ricostruzioni scenografiche allestite nella chiesa intitolata a San Nicola da Tolentino, nel quartiere di Castelletto, poco distante dal centro cittadino, e sulle alture del

, paese della provincia di Benevento e luogo d'origine dei suoi genitori. In loro onore l'amministrazione comunale ha collocato una lapide sulla facciata del Municipio, mentre al padre Nicola Iacocca ha intitolato l'aula magna della Fondazione Iacocca, unica sede internazionale affiliata allo Iacocca Institute tenacemente voluta dallo stesso Lee. Nel

prima. Dove Guglielmo induce prima Salvatore e poi il cellario a confessare il loro passato, Severino ritrova le lenti rubate, Nicola porta quelle nuove e Guglielmo con sei occhi va a decifrare il manoscritto di Venanzio

): la chiesa fu costruita sul luogo in cui si dice comparisse la Beata Vergine a una giovane albanese di nome Elena. La chiesa e gli affreschi di Giacomo di Nicola da Recanati che vi si trovano richiedono un urgente restauro.

L'artista era figlio di Gandolfo Santo Quattrocchi e di Rosalia Nicosia, sorella dell'intagliatore Nicola e del pittore Giovanni, quest'ultimo autore dei dipinti sulla volta della chiesa di Santa Maria della Catena di

- Coro del Teatro alla Scala di Milano/Franco Calabrese/Gianandrea Gavazzeni/Jolanda Gardino/Maria Callas/Mariano Stabile/Nicola Rossi-Lemeni/Nicolai Gedda/Orchestra del Teatro alla Scala di Milano/Piero de Palma, EMI

insieme a Gianfranco Amato e Nicola Di Matteo fondarono Il Popolo della Famiglia (PdF), partito ispirato ai valori cristiani, nato con l'intenzione di dare una rappresentanza politica a tutte le persone che parteciparono ai

, ne conserva pochissime tracce (un muro della fondazione). Al suo posto sorge oggi la chiesa parrocchiale di San Nicola eretta nel castello, probabilmente ampliando una cappella feudale preesistente, attorno all'anno

al padre agostiniano Nicola La Bruna. Secondo la tradizione, il monaco, affetto da male incurabile e ormai in fin di vita, sarebbe stato guarito dalla Madonna, che in cambio gli avrebbe chiesto di diffondere la notizia del miracolo e di farla invocare col nome di

le pietre furono portate in piazza Madrice e due anni dopo impiegate nella facciata. Morto l'arciprete Amico Roxas i lavori furono temporaneamente sospesi e ripresi da don Calogero Giamporcaro (fratello dell'arciprete Luigi Giamporcaro che succedette alla guida della Chiesa Madre all'arciprete Antonio Amico Roxas. Don Calogero Giamporcaro funse da economo del duomo e lo stesso fece ultimare la facciata sotto la direzione dell'architetto Emanuele Di Bartolo da Palermo. Il nuovo arciprete Luigi Giamporcaro, fece fare dei grandi restauri dal capo mastro Vasano e dagli intagliatori fratelli Nicola e Antonio Perricone, i quali profusero la loro opera fino all'anno

Proprio in questo contesto, Nicola Scialoja viene casualmente a conoscenza del fatto che Patrizia abbia aperto un suo bordello ai Parioli. Raggiunta la ragazza, prova a fare il duro, minacciando ritorsioni penali per lo

Foto dell'affresco della chiesa della Madonna del Rifugio, o Madonna Nera (largo San Nicola), andata distrutta durante la guerra. Nella chiesa esisteva la Congrega del Rifugio, che promosse la rappresentazione allegorica dei Talami

fu accusato dell'omicidio, o come mandante, del marmoraro Nicola Botti, collaboratore del Fanzago nella Certosa e per tali ragioni fu allontanato dai Certosini per un breve periodo. Contemporaneamente fu attivo presso l'

La minoranza etnica albanese in Italia, oltre alla lingua e ai costumi come principale aspetto identitario, conservano il rito greco-ortodosso. Anche Spezzano Albanese sino al XVII-XVIII secolo aveva mantenuto quest'aspetto religioso, peculiare delle popolazioni albanesi, ma dovette passare al rito latino, in seguito all'assassinio dell'allora Archimandrita Nicola Basta

di Tommaso Bartoletti; la porta di Santa Croce adiacente la chiesa, era stata distrutta, ed esistevano ancora Porta San Lorenzo, Porta San Giovanni e Porta San Nicola Vecchia. Quest'ultima fu demolita prima del

, quando l'antica strada venne ampliata con l'edificazione di nuovi palazzi signorili ottocenteschi sopra le vecchie strutture medievali. La strada anticamente era divisa da Porta San Nicola, ricostruita nel Settecento. Da Piazza Benedetti lambisce il quartiere di San Michele, arrivando in Piazza Garibaldi.




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21 Agosto 2021

03:36:24