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Frasi che contengono la parola annibale

per evitare confusione di nomi. L'educazione di Annibale fu di stampo ellenistico, e fu seguita da pedagoghi greci, tra i quali Sosilo, che avrebbe narrato le imprese annibaliche in libri andati perduti. Modelli di Annibale, sin dai primi anni, furono Alessandro Magno, Lisandro (per l'arte militare) ed Ercole.

Rientrata la cavalleria numida Annibale era incerto sul da farsi, se proseguire attraversando le Alpi oppure se andare incontro al console romano e affrontarlo in battaglia. Lo dissuase da tale dubbio l'arrivo degli ambasciatori dei

Il condottiero cartaginese doveva muoversi in fretta se voleva sorprendere le forze di Roma ed evitare l'attacco diretto a Cartagine; Annibale intendeva combattere la guerra sul territorio nemico e sperava di suscitare con la sua presenza in Italia alla testa di un grande esercito e con una serie di vittorie una rivolta generale dei popoli italici recentemente sottomessi al domino della Repubblica romana

L'esercito romano che era stato inviato a sud per attaccare Cartagine aveva nel frattempo contrastato con successo le navi puniche e conquistato Malta. Quando il Senato, allarmato dall'avanzata di Annibale, aveva ordinato a Sempronio Longo di portare aiuto al collega, quest'ultimo era partito da

e all'arruolamento di nuove legioni per fronteggiare la situazione; la minaccia punica appariva davvero preoccupante e venne decisa la costituzione di undici legioni in totale: una venne inviata in Sardegna, due in Sicilia, due vennero poste a difesa di Roma, due vennero mandate in Spagna. Rinforzi arrivarono alle quattro legioni nella Gallia Cisalpina indebolite dalle perdite subite contro Annibale e alle guarnigioni della penisola.

la marcia dell'esercito cartaginese fu lenta ed estremamente difficoltosa (quattro giorni e tre notti senza tregua); molti uomini, per riposare, dovettero dormire sulle carcasse degli animali morti. Molti morirono e lo stesso Annibale perse un occhio a causa di un'infezione.

, ma sulle due ali Annibale aveva concentrato la sua fanteria pesante africana costituita da guerrieri esperti e veterani, equipaggiati in parte con panoplie sottratte ai romani nelle precedenti vittorie

. In questo modo i romani si trovarono praticamente accerchiati; rinserrati in uno spazio ristretto, non riuscirono a resistere e, attaccati da tutte le direzioni, vennero lentamente annientati dai guerrieri di Annibale. L'intero esercito romano fu chiuso in un cerchio di ferro.

; gli obiettivi di guerra di Annibale non venivano invece indicati con precisione; in ogni caso si prevedeva di arrivare al punto di costringere alla pace Roma di cui tuttavia non si ipotizzava la distruzione come stato sovrano.

i nuovi piani di Roma prevedevano di evitare battaglie in campo aperto, di sorvegliare i movimenti di Annibale, di rimanere sulla difensiva di fronte al condottiero cartaginese ma prendere l'iniziativa contro i suoi luogotenenti per riconquistare progressivamente le posizioni perdute nell'Italia meridionale

Annibale decise di prendere l'iniziativa e marciare in soccorso di Capua. Le truppe di Sempronio Gracco schierate a Benevento per bloccare il passo al cartaginese furono messe in rotta e lo stesso Gracco venne ucciso durante un'imboscata della cavalleria;

Annibale apprese del tragico destino del fratello solo quando la testa di Asdrubale venne gettata dai Romani nel suo accampamento; egli decise di abbandonare nuovamente l'Apulia e la Lucania e ritornare nel Bruzio.

I Romani vissero per anni nell'incubo di una guerra interminabile e di un nemico alle porte che sembrava invincibile. Lo sforzo bellico fu estremamente gravoso, sul piano economico e civile: per anni intere regioni italiche furono saccheggiate e devastate dalle continue operazioni militari, con danni enormi per l'agricoltura e per i commerci, che a lungo restarono bloccati, per la pressione dei Galli a nord e la presenza di Annibale a sud.

a capo dei suoi oppositori, e il Senato, irritato per la devastazione della Campania, si unirono alla plebe impaziente di condannare la sua politica dilatoria. Minucio, durante una breve assenza di Fabio dal campo, ottenne una piccola vittoria su Annibale.

Ponte di Annibale a Bruscheto: si tratta di un attraversamento risalente al tardo Medioevo, costruito in pietra locale sfruttando gli scogli emergenti dal letto del fiume. L'attraversamento era associato ad un mulino, che era ancora ben conservato negli

Come Annibale aveva previsto, i romani attaccarono il suo centro, ed i Galli presto dovettero soccombere e il centro si inflesse, assumendo una forma concava. Invece sulle ali la cavalleria, disposta in una formazione asimmetrica, l'ala destra di cavalleria

dove la guarnigione di Annibale fu completamente debellata. Lo stesso generale per non cadere prigioniero si uccise. Pausania descrive precisamente tutti gli eventi nefasti che contribuirono alla sua fine. Inizialmente recatosi a

e fierissimo giovane. Vi erano poi altri soldati mercenari arruolati in tutta l'Africa per essere condotti in Spagna agli ordini di Asdrubale, il quale avrebbe dovuto congiungersi col fratello Annibale in Italia, insieme ad un esercito imponente. A Cartagine riponevano in questo piano ogni speranza di vittoria.

ai consoli una lettera, dove si diceva che, fino a quando Annibale fosse stato assente e intorno a Capua non vi fosse nulla di importante da fare, uno di loro raggiungesse Roma, per procedere all'elezione dei

A questo punto, privi di alleati ma, avendo prevenuto il pericolo di uno sbarco di Filippo in Italia in appoggio ad Annibale, i Romani intrapresero dei negoziati con il re macedone che si conclusero con la

Il condottiero cartaginese doveva muoversi in fretta se voleva sorprendere le forze di Roma ed evitare l'attacco diretto a Cartagine; Annibale intendeva combattere la guerra sul territorio nemico e sperava di suscitare con la sua presenza in Italia alla testa di un grande esercito e con una serie di vittorie una rivolta generale dei popoli italici recentemente sottomessi al domino della Repubblica romana.

, era signore del castello di Girifalco un cavaliere spagnolo di nome Annibale, al servizio della corona. Per i servigi fatti al re si era meritato la terra di Girifalco con il suo castello e per il lungo possesso che ne aveva avuto, prese per cognome il nome della terra stessa

Per sua fortuna gli uomini di Annibale si attardarono a perlustrare il campo abbandonato e le legioni di Scipione poterono attraversare il fiume e distruggere il ponte di barche rallentando ulteriormente l'inseguimento dei cartaginesi.

addosso ai cartaginesi e questi dovettero ripiegare nuovamente nel campo. Annibale, racconta Polibio, trattenne i suoi dal tentare una nuova riscossa. E i Romani dopo aver atteso qualche tempo, rientrarono al loro campo. Avevano avuto poche perdite e molte ne avevano inflitte ai nemici.

Del resto Annibale aveva condotto in combattimento truppe fresche, che poco prima si erano rifocillate, mentre i Romani avevano le membra infreddolite per il passaggio del fiume ed erano stanchi per il digiuno.

, ma una squadra troppo giovane e inesperta ma guidata da Fusco perde quasi tutte le partite fino al ricorrere ad un massiccio ingaggio di oriundi italo-argentini che riescono nel solo girone di ritorno a salvare la squadra. L'anno dopo il XV partenopeo passa dalle mani di Elio Fusco a quelle del figlio Annibale, il quale una squadra molto giovane e con l'aiuto di solo tre stranieri nella rosa, e riesce a riportare la Partenope in

A questa circostanza forse si collega lo stratagemma, non riportato da Polibio, che Annibale avrebbe intorbidito l'acqua per rovinare la salute dei Romani o, addirittura, vi avrebbe fatto gettare dentro dei cadaveri.

Annibale non era preoccupato per la sua posizione vicina al fiume Aufidus; al contrario, questo fattore venne da lui utilizzato per favorire la sua strategia. A causa del fiume i Romani non avrebbero potuto effettuare una manovra a tenaglia intorno all'esercito cartaginese, in quanto uno dei fianchi dell'esercito di Annibale era schierato troppo vicino al fiume. I Romani erano intralciati sul loro fianco destro dal fiume Aufidus, e quindi il fianco sinistro era l'unica via praticabile di ripiegamento.

sarebbe stata una dimostrazione inutile che avrebbe annullato l'effetto psicologico di Canne sugli alleati di Roma. Anche se il suo esercito fosse stato in piena forza, un assedio di successo di Roma avrebbe richiesto ad Annibale di sottomettere una parte considerevole dell'entroterra al fine di garantire il proprio approvvigionamento ed impedire quello del nemico. Anche dopo le perdite enormi subite a Canne, e la defezione di un certo numero di suoi alleati, Roma aveva ancora manodopera abbondante per evitare questo e per mantenere allo stesso tempo forze considerevoli in

, ancora una volta, trattarono la pace con Filippo V, la piccola forza di spedizione romana, rimasta in Grecia senza alleati e avendo ormai raggiunto lo scopo di impegnare Filippo per impedirgli di portare soccorso ad Annibale, fu ben disposta alla pace.

Gli anni Ottanta del Cinquecento sono, per Annibale, anche anni di viaggio e saranno soprattutto due i soggiorni che ne segneranno i futuri sviluppi artistici. Prima Parma, dove il Carracci perfeziona la sua conoscenza della pittura del

All'incirca nel medesimo periodo, con il fratello e il cugino, Annibale torna a Palazzo Fava, luogo della prima opera comune dei Carracci, per affrescarvi un altro ambiente con un fregio dedicato alle

L'innovazione di Annibale sta nel raggiungimento di un equilibrio tra la natura e l'uomo che la abita e la trasforma evitando al tempo stesso che gli elementi paesistici si limitino a fare da mero sfondo a soggetti di altro genere

A questo aspetto si collega anche un'altra caratteristica della ritrattistica di Annibale, costituita dal fatto che alcune delle sue prove in questo genere sembrano molto vicine a degli studi di espressione

Donald Posner, tra i maggiori studiosi del Carracci, ipotizza, sulla base dell'analisi stilistica delle opere giovanili di Annibale, che egli possa aver svolto un breve allievato, sul finire degli anni Settanta del Cinquecento, presso la bottega di

Stando alle fonti (tra le altre Bellori e Malvasia) in quegli anni, a Parma, Annibale ottenne anche l'incarico (secondo alcune versioni insieme a suo fratello Agostino) di riprodurre su tela gli affreschi dell'abside dell'

Il Posner, tuttavia, pur ammettendo che il Panico possa aver goduto dei consigli di Annibale Carracci per la realizzazione di queste opere, esclude che vi sia stato un diretto intervento del maestro; cfr. Donald Posner,

. Dall'altra parte i romani, sia pure con il nemico alle porte, nel senso letterale, conservavano un morale abbastanza alto da trovare offerenti per l'acquisto dei terreni su cui Annibale era accampato. La gestione militare dell'esercito romano, ora affidata a

era il punto critico di Annibale, in quanto i rifornimenti ed i rinforzi potevano giungergli via mare solo fino a che i cartaginesi avessero controllato almeno la Sicilia Meridionale o via terra solo attraverso la Spagna

del Lomazzo, dove il pittore si riproduce con una pelliccia ed un cappello di paglia appuntato col sigillo dell'accademia, probabilmente realizzato da Annibale Fontana, raffigurante un contenitore di vino con foglie d'

Grazie alla crescente forza di Roma sui mari, Annibale fu bloccato per diversi anni in Italia, senza poter ricevere via mare aiuti dalla madre patria, essendo stato costretto a portare la guerra sul suolo italico via terra (dalle

legioni in totale: una venne inviata in Sardegna, due in Sicilia, due vennero poste a difesa di Roma, due vennero mandate in Spagna. Rinforzi arrivarono anche alle quattro legioni accampate nella Gallia Cisalpina e indebolite dalle perdite subite contro Annibale nella

La guerra contro Annibale fu affidata ai due consoli. Un esercito fu comandato dallo stesso Sempronio, l'altro dal console Fabio. Ciascun esercito consolare era poi costituito da due legioni ciascuno.

I senatori disposero, quindi, che uno dei due consoli avesse il comando militare dell'Italia e della guerra contro Annibale; l'altro che avesse come provincia la Sicilia insieme al pretore L. Cincio e la flotta, a capo della quale si trovava T. Otacilio. Furono quindi assegnati i due eserciti che in precedenza si trovavano in Etruria ed in Gallia, costituiti da quattro legioni, mentre le due legioni reclutate l'anno precedente furono inviate in Etruria. Le due legioni invece che si erano trovate sotto il comando del console

La corsa della morte, Annibale e la vestale, L'assedio delle sette frecce, La baia dell'inferno, Bill sei grande, I corsari del grande fiume, I due capitani, La gioia della vita, La guerra privata del maggiore Benson, Lucy Gallant, Nebbia sulla Manica, Sangue e metallo giallo, L'urlo della foresta

ed invece assai vicina alla colonia beneventana, il che costituisce indubbiamente un elemento discordante; peraltro a quel tempo l'agro beneventano non faceva parte dell'Irpinia, tanto che lo stesso Livio afferma che Annibale, per riuscire ad espugnarlo, dal territorio degli Irpini dovette passare nel Sannio

Il piano di Annibale era riuscito; la sua audace e inattesa offensiva terrestre costrinse Roma ad abbandonare precipitosamente i suoi piani di attacco diretto a Cartagine, che quindi per il momento e per tutti gli anni successivi fino alla spedizione finale di

, un altro esercito avrebbe dovuto tenere sotto controllo i Campani. Egli suggeriva a Marcello o di venire egli stesso, dopo aver lasciato a Nola un'adeguata guarnigione, oppure nel caso in cui fosse stato ancora impegnato contro Annibale, avrebbe chiamato il proconsole Tiberio Gracco da

Annibale mosse anch'egli da Benevento e raggiunse il suo luogotenente a Capua, schierando dopo tre giorni l'esercito. Egli era certo che, se in sua assenza pochi giorni prima la battaglia era stata favorevole ai Campani, a maggior ragione i Romani non avrebbero potuto resistere all'assalto dell'

inviasse a Capua ai consoli una lettera, dove si diceva che, fino a quando Annibale fosse stato assente e intorno a Capua non vi fosse nulla di importante da fare, uno di loro raggiungesse Roma, per procedere all'elezione dei

Intanto i nobili avevano abbandonato l'amministrazione pubblica. Neppure nel Foro cittadino o in altro luogo pubblico, si poteva incontrare alcuno dei principali cittadini. Essi se ne stavano rinchiusi nelle proprie abitazioni ad attendere il giorno del crollo della patria. L'amministrazione era rimasta nelle mani dei capi del presidio cartaginese, Bostare ed Annone, i quali scrissero una lettera ad Annibale, nella quale con tono aspro condannavano il suo comportamento, per aver consegnato ai Romani, non solo Capua, ma anche la guarnigione cartaginese, esponendola ad ogni sorta di tortura.

L'esito della battaglia fu a lungo incerto, ma i Saguntini sentirono crescere in loro forze e coraggio quando si resero conto di essere riusciti a resistere ad Annibale, non permettendogli di ottenere subito la vittoria. Allora levato un grido improvviso, spinsero i Cartaginesi fuori dalle rovine del muro, generarono nelle loro file sgomento e disordine, tanto da farli indietreggiare fino ai loro accampamenti.

Annibale, dopo aver portato a termine numerosi altri lavori (disponendo presidi a custodia delle vigne e delle macchine d'assedio), decise che avrebbe lasciato l'intero bottino ai suoi soldati, per suscitare negli stessi sentimenti d'ira e di speranza nel raggiungere l'ambito premio.

Anche se la logica degli spostamenti militari romani vedeva preferenziale l'uso della via Flaminia (tanto che da quella direzione ci si era aspettati l'arrivo di Annibale con il conseguente dispiegamento delle forze di

Annibale mosse anch'egli da Benevento e raggiunse il fratello a Capua, schierando dopo tre giorni l'esercito. Egli era certo che, se in sua assenza pochi giorni prima la battaglia era stata favorevole ai Campani, a maggior ragione i Romani non avrebbero potuto resistere all'assalto dell'

), i Romani ormai stanchi per l'assalto, diedero il segnale della ritirata, visto che poche erano le speranze di impadronirsi dell'accampamento nemico. Annibale allora fece uscire rapidamente dalle due porte laterali la cavalleria, mentre dalla porta centrale egli stesso condusse la fanteria pesante.

Annibale colse l'occasione: mentre procedeva in Val di Chiana, avendo Cortona sulla sinistra e il Lago Trasimeno sulla destra, decise di non proseguire sulla strada che portava a Chiusi - e quindi a Roma (la futura

Annibale voleva prendere i Romani in una morsa in cui la fanteria pesante era il fulcro, visibile al nemico, mentre le ganasce, celate, avrebbero dovuto chiudersi sui fianchi dei sorpresi nemici, fino ad un loro completo accerchiamento.

Annibale, nonostante la vittoria conseguita, non ottenne le sperate proposte di alleanza da parte delle popolazioni italiche del centro Italia. I federati si strinsero a Roma, ad eccezione di alcuni gruppi sparuti, e un tentativo cartaginese di conquista della colonia latina di

Annibale si aggira nelle regioni meridionali con alterna fortuna; i romani mantengono un atteggiamento prudente rintuzzando le sue iniziative. Tentativo di Annibale di conquistare Taranto. In Spagna Asdrubale e gli Scipioni si scontrano, con vittorie prima di Roma e poi di Cartagine. In Sicilia Geronimo prende Lentini ma viene ucciso. Marcello inviato in Sicilia riprende Lentini. In Africa, Siface, re vassallo, attacca Cartagine e Asdrubale viene richiamato dalla Spagna con parte dell'esercito. Filippo V attacca Apollonia ma viene pesantemente sconfitto da Levino

I senatori disposero, quindi, che uno dei due consoli avesse il comando militare dell'Italia e della guerra contro Annibale; che l'altro avesse come provincia la Sicilia insieme al pretore L. Cincio e la flotta, a capo della quale si trovava T. Otacilio. Furono quindi assegnati i due eserciti che in precedenza si trovavano in Etruria ed in Gallia, costituiti da quattro legioni, mentre le due legioni reclutate l'anno precedente furono inviate in Etruria. Le due legioni invece che si erano trovate sotto il comando del console

, leggibile su un documento del trattato. Successivamente viene attestata la presenza di ambasciatori ateniesi in Sicilia presso Annibale e Amilcone. Segue poi il formale l'invito attico per i delegati cartaginesi presso il

furono molto dure: i Cartaginesi furono costretti a consegnare l'intera flotta ai Romani a parte dieci navi. Dovevano anche essere consegnati tutti gli elefanti, i prigionieri di guerra, i disertori e l'esercito che Annibale avevano portato in Italia. Veniva inoltre proibito di reclutare i mercenari celti o liguri, oltre a chiedere un alto risarcimento economico.

i Romani, ostacolati anche dalla nebbia, caddero in una terribile imboscata architettata da Annibale. Le legioni di Flaminio e un reparto di cavalleria di Gaio Servilio che stava sopraggiungendo furono quasi totalmente distrutti. La

Prima di procedere con il sorteggio che avrebbe stabilito a quale dei due consoli sarebbe spettata la guerra contro Annibale, i senatori stabilirono anche i vari compiti amministrativi, tra i quali ci fu l'assegnazione del governo di Capua a

Ponte di Annibale a Bruscheto: si tratta di un attraversamento risalente al tardo Medioevo, costruito in pietra locale sfruttando gli scogli emergenti dal letto del fiume. L'attraversamento era associato a un mulino, che era ancora ben conservato negli

M. Maida, S. Sferrazza, E. Savarino, L. Ricciardiello, A. Repici, F. Morisco, M. Furnari, L. Fuccio, G.C. Morreale, A. Vitello, P. Burra, S. Marchi, B. Annibale, A. Benedetti, D. Alvaro e G. Ianiro,

, il quale, vedendo giungere il suo comandante per dargli man forte, decise di lanciare un furioso attacco contro le truppe assedianti romane, le quali, stupite dalla reazione di Magone ed intimorite dal sopraggiungere di Annibale, si diedero alla fuga a bordo delle navi con le quali erano giunte. Lo stesso Cincio Alimento fu preso prigioniero, ed ebbe l'occasione di conoscere personalmente Annibale

. Il suo nome deriva da un ponte aurunco, che attraversava il rivo ivi presso. La via di cui il ponte era parte, era a lastre di basalto e veniva da Sessa. Questa strada era la via Fistula, che fu attraversata dal console Marcello con le sue truppe per raggiungere il campo trincerato di Suessa durante la guerra contro Annibale.

Ode parenetica per le felicissime nozze del nobile uomo il signor conte Annibale De' Ferniani patrizio fiorentino barone di Val d'Oppio, e Castagnolo cavaliere del militare ordine di s. Stefano in Toscana con la nobile donna la signora Plautilla De' Nelli patrizia fiorentina

Sulle prime pare che tra suor Germana e Annibale non ci sia proprio verso di attaccar bottone, ma pian piano, seppure di pensieri sia politici che sociali diversi, Annibale e Germana si innamorano l'uno dell'altra. Lasciato l'ospedale, Annibale vi viene nuovamente ricoverato dopo essere rimasto gravemente ferito durante una

(Viale Michelangelo, Piazza Cosimo Fanzago, Via Vincenzo D'Annibale, Via S. Gennaro ad Antignano, Largo Antignano, Via Antignano, Via Don Luigi Sturzo, Via Case Puntellate, Cavone Case Puntellate), ad Ovest con i quartieri

Diverse Figure, al numero di ottanta, disegnato di penna, nell'hore di ricreazione di Annibale Carracci, intagliate in rame, e cavate dai originali da Simone Guilino Parigino. Dedicate a tutti i Virtuosi ed intendenti della professione della pittura e del disegno, A Roma nella stamparia di Lodovico Grignani, MDCXLVI, Con licenza di superiori, In foglio

Annibale fa nascondere dei reparti di fanti, che attaccano i romani alle spalle, mentre la cavalleria assale i romani sui fianchi e la fanteria pesante li blocca frontalmente. Ma la fanteria pesante di Annibale non regge il confronto con quella romana, per cui la tattica fallisce quando i romani sfondano il centro dello schieramento punico e fuggono.

sulla via Emilia, era la residenza estiva della famiglia Rodriguez (di origine spagnola), e fu destinata dalla marchesa bolognese Laura Bevilacqua Ariosti (vedova del marchese Annibale Rodriguez y Laso De' Buoi, deceduto nel

Galeriae farnesianae icones Romae in Aedibus Sereniss. Ducis Parmensis ab Annibale Carraccio ad veterum aemulatione posterorumque admiratione coloribus expressae cum ipsarum monocromatibus et ornamentis a Petro Aquila delineatae incisae.

che resistettero ma vennero sopraffatti. Nel frattempo Publio Scipione, inviato il fratello Gneo in Spagna per proseguire quella parte del piano bellico, era ritornato in Italia con pochi rinforzi attestandosi a Piacenza. Tiberio Sempronio Longo, abbandonata l'idea di attaccare Cartagine, risaliva l'Italia con l'altro esercito. Questa parte del piano di Annibale aveva funzionato: Cartagine non sarebbe stata toccata, non subito.

. Il territorio, all'epoca, era paludoso e intransitabile, la marcia dell'esercito cartaginese fu lenta ed estremamente difficoltosa; molti uomini, per riposare, dovettero dormire sulle carcasse degli animali morti. Molti morirono e lo stesso Annibale perse un occhio a causa di un'infezione.

Roma sottoscrisse la pace di Fenice, chiudendo anche il fronte orientale. Restavano i fratelli Barca, Magone a nord e Annibale a Sud. Sulla scia del successo in Spagna Scipione venne eletto console e gli fu affidata la Sicilia.

Cartagine, assediata da Scipione gli chiese di tornare in sua difesa e Annibale fu costretto a marciare verso est per tornare mentre Scipione, per evitare che Annibale si rafforzasse troppo velocemente, mosse verso di lui con tutto il suo esercito. Le due armate giunsero a contatto nei pressi del fiume

Definitivamente dispersa la cavalleria avversaria o disperatamente chiamati indietro da Scipione alla fine tornarono Lelio e Massinissa con i loro cavalieri, che si avventarono alle spalle delle forze cartaginesi e le annientarono. Quella che forse stava per diventare un'altra sconfitta per Roma diventa la disfatta finale di Annibale e di Cartagine.

- Annibale parte dalla Spagna in maggio e dopo varie battaglie e scaramucce attraversa le Alpi. Sconfigge i Galli Taurini, le legioni di Sempronio Longo si ricongiungono alle forze di Publio Cornelio Scipione. Battaglia del Ticino, Battaglia della Trebbia.

- Le legioni di Roma, guidate rispettivamente da Caio Flaminio e Servilio Gemino, si attestano ad Arezzo e Rimini. Annibale attraversa l'Appennino e marcia su Roma. Sconfitta romana al lago Trasimeno. Morte di C. Flaminio. Q. Fabio Massimo nominato dittatore. Annibale scende in Puglia.

- L. Emilio Paolo e C. Terenzio Varrone sono eletti consoli. Battaglia di Canne e morte di Paolo. A Roma vengono nominati due dittatori. Capua si allea ad Annibale che vi sverna. Filippo V di Macedonia invia una flotta in Adriatico.

- Annibale si aggira nelle regioni meridionali con alterna fortuna; i romani mantengono un atteggiamento prudente rintuzzando le sue iniziative. Tentativo di Annibale di conquistare Taranto. In Spagna Asdrubale e gli Scipioni si scontrano, con vittorie prima di Roma e poi di Cartagine. In Sicilia Geronimo prende Lentini ma viene ucciso. Marcello inviato in Sicilia riprende Lentini. In Africa, Siface, re vassallo, attacca Cartagine e Asdrubale viene richiamato dalla Spagna con parte dell'esercito. Filippo V attacca Apollonia ma viene pesantemente sconfitto da Levino.

- Annibale conquista Taranto ma non la rocca, tenuta dai romani. Ancora piccole battaglie in tutto il meridione. Marcello attacca Siracusa ma respinto decide l'assedio con Appio Claudio. Sbarchi cartaginesi e romani in Sicilia dove si combatte a tutto campo con alterne fortune. Roma aiuta Siface ma Cartagine, con l'aiuto dell'altro re numida Gaia e del figlio Massinissa, lo sconfigge in due battaglie.

- Asdrubale arriva in Italia. Battaglia del Metauro e morte di Asdrubale. Vittorie di Filippo V. Battaglia di Mantinea e sconfitta di Sparta contro gli Etoli. Annibale mantiene le posizioni nel meridione.

- I cartaginesi Magone, Giscone e Asdrubale, sconfitti da Scipione, devono evacuare la Spagna quasi completamente. Scipione fonda la colonia di Italica e torna a Roma. Massinissa torna in Africa rivendicando il trono del padre. Siface glielo contende alleandosi con Cartagine; Massinissa si allea con Roma. Annibale e Roma si controllano senza grandi combattimenti.

- Liguri e Celti arruolati da Magone si battono contro i romani a Milano. Magone viene ferito, sconfitto e messo in fuga. Cartagine richiama Annibale e Magone. Scipione batte le forze di Asdrubale e Siface. Asdrubale si rifugia a Cartagine ma viene condannato a morte, Siface si ritira in Numidia. Massinissa attacca Siface e occupa la Numidia.




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Ultimo aggiornamento pagina:

04 Gennaio 2022

19:53:14