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Frasi che contengono la parola antonio

della poesia italiana. L'idea di presentare la lettura di testi poetici a contatto col pubblico fu di due giovani appassionati di poesia: Antonio (Toni) Comello e Walter Della Monaca. I due si ispirarono alla tradizione romagnola del trebbo (

sub Claudio Iuliano praefecto quinis et vicenis pluribusve stipendiis emeritis dimissis honesta missione quorum nomina subscripta sunt civitatem Romanam qui eorum non haberent et conubium cum uxoribus quas tunc habuissent cum est civitas iis data aut cum iis quas postea duxissent dumtaxat singulis singulas praeterea praestiterunt filiis decurionum et centurionum quos ordinati susceperunt cives Romani essent ante diem VIII Kalendas Februarias Marco Nummio Albino et Lucio Fulvio Aemiliano consulibus alae Herculanae ex equite Marco Antonio Marci filio Valenti Apamia descriptum et recognitum ex tabula aerea quae fixa est Romae in muro post templum divi Augusti ad Minervam Luci Pulli Marcionis Cai Publici Luperci Marci Iuni Pii Tiberi Claudi Iuliani Tiberi Claudi Cassandri Luci Pulli Benigni Tiberi Iuli Dativi

, dopo la soppressione dell'Ordine Ospedaliero degli Antoniani, i possessi di Sant'Antonio di Ranverso contavano circa un quarto dei terreni del comune di Buttigliera Alta e quattro grandi cascine alle sue dipendenze;

e nei momenti liberi conversava con i monaci, fra i quali il novantenne priore Antonio il quale gli aveva raccontato la leggenda di Namo di Baviera, che viene interamente trascritta nella pergamena della

, figlio di Antonio Facchinetti e Francesca Cini. Dalla sorella minore, Antonia, sposata con Antonio Titta di Trento, ebbe origine la discendenza dei nipoti e pronipoti del futuro papa, in seguito adottati con il cognome Facchinetti. La famiglia del padre era originaria di

che decora la parete sopra l'ingresso laterale della Chiesa di Sant'Antonio da Padova. L'affresco mostra inoltre l'esecuzione di Cria, catturato dai sopravvissuti alla strage, legato nudo a un palo e finito a colpi di pietra e freccia.

: sposata a Marco Antonio Colonna, al quale aveva portato in dote il feudo di Aidone, non sarebbe riuscita ad avere figli e promise in voto al santo di farlo diventare patrono del paese se avesse dato alla luce un figlio; la grazia sarebbe stata concessa e Isabella diede alla luce il figlio Lorenzo e mantenne la sua promessa. Al

, anche lui confessore della regina Isabella e amico personale di Colombo e del fratello Antonio; per sua insistenza, la Regina si convinse definitivamente a consentire il viaggio del grande navigatore. Colombo avrebbe poi intitolato una delle isole del

Si pensa infatti che Leonardo restasse in campagna nella casa dei nonni, dove avvenne la sua educazione, piuttosto disordinata e discontinua, senza una programmazione di fondo, a cura del nonno Antonio, dello zio Francesco e del prete Piero che l'aveva battezzato.

(nei pressi della cattedrale odierna in Piazza del Duomo), varie altre strutture termali (Terme di Sant'Antonio Abate nella Piazza omonima, Terme dell'Itria in Piazza Santa Maria dell'Itria, Terme dell'Acropoli in Piazza Dante Alighieri e nel cortile del Monastero dei Benedettini), i resti di un acquedotto presso via Grassi e alcuni

Giuseppe C. Balboni, Arnaldo Bastianini; Enzo Brizzi; Salvatore Castorina; Leonetto Comparini; Rosario F. Donato; Guido Filogamo; Paolo Fusaroli; Giovanni Giordano Lanza; Carlo E. Grossi; Francesco A. Manzoli; Giulio Marinozzi; Alberto Miani; Vincenzo Mitolo; Pietro Motta; Enzo Nesci; Giovanni E. Orlandini; Adalberto Passaponti; Giuliano Pizzini; Enrico Reale; Tindaro Renda; Carlo Ridola; Alessandro Ruggeri; Agatino Santoro; Zampino Antonio; Giovanni Tedde; Damiano Zaccheo,

I sospetti del colpo di Stato ricaddero anche sul duca di Milano in quanto Filippo Maria, di natura misantropo e tendente agli intrighi, si mise d'accordo con Antonio Petrucci (cancelliere di Guinigi) per farlo cadere dal rango di signore di Lucca

), che risolse da allora per Rovereto e la valle il problema della erogazione igienica di acqua purissima e fresca, va riconosciuta ad Antonio Balista, coadiuvato dall'apporto finanziario del Comune. La medesima amministrazione comunale cittadina che, nel

Un tempo nella cappella erano conservati, all'interno di cornici murarie in gesso collocate sui pilastri, quattro quadri settecenteschi che erano opera di Antonio Schieppati e di cui si sono perse le tracce

Nicola di Damasco sostiene che ad aver risparmiata la vita ad Antonio fosse stata la decisione di Marco Bruto, probabile figlio naturale di Cesare, che pur avendo combattuto a Farsalo con i pompeiani era stato da quello graziato e aveva potuto rifarsi una vita politica

. Alcuni mafiosi erano membri del PNF, a conoscenza e con il favore di Benito Mussolini. Il principe Lanza di Scalea fu uno dei candidati nelle liste del PNF per le amministrative di Palermo mentre a Gangi il barone Antonio Li Destri,

Nello stesso periodo, le divergenze artistiche tra i componenti della band e decisionali tra il manager Alberto Pirelli e Gianni Maroccolo inducono quest'ultimo a lasciare il gruppo, seguito a ruota da Antonio Aiazzi

. Nel frattempo l'esercito di Vatinio si stava disgregando: due legioni defezionarono e passarono con Marco Bruto, mentre una sola legione rimase fedele al governatore; in questa situazione, Gaio Antonio fu costretto a ripiegare verso l'

, Norbano e Decidio decisero di aspettare il nemico e collocarono le proprie forze presso uno stretto passo montano di grande importanza strategica. Antonio li seguiva con il grosso dell'esercito, mentre Ottaviano era stato costretto a rimanere a

su progetto dell'Ufficio Studi e Progetti dello I.A.C.P.M. (Istituto Autonomo Case Popolari di Milano), del C.R.A.P.E.R. (Centro per la Ricerca Applicata sui Problemi dell'Edilizia Residenziale), e dei Dr. Arch. Giacomo Jori, Max Pedrini, Alberto Morone, Alessandro Lissoni, Ing. Mario Tanci, Luciano Baldassari, Pietro Lingeri, Antonio Cassi Ramelli.

ed il suicidio di Bruto e Cassio (gli assassini di Cesare), i triumviri procedettero alla spartizione delle rispettive sfere d'influenza: ad Ottaviano andarono Spagna e Numidia, ad Antonio Gallia e Africa, mentre

, Ottaviano, al quale erano toccate le province occidentali, rimase in Italia per garantire l'assegnazione di terre ai veterani ed Antonio ebbe le province orientali. Questi, partito per sedare una rivolta in

, dove rimase con lei, della quale era divenuto l'amante, fino all'anno successivo. Nel frattempo Ottaviano aveva divorziato da Clodia ed aveva dovuto fronteggiare una rivolta interna, capeggiata dalla moglie di Antonio,

, condotta da Antonio con il contributo finanziario egiziano, entrambi celebrarono il trionfo ad Alessandria. Il tradizionalismo dell'opinione pubblica romana fu profondamente scosso dalla inconsueta procedura trionfale e dalle decisioni prese nell'occasione delle

di Enrico Fiore, a cura di Nunzio Gallo, arrangiamenti e direzione d'orchestra Tonino Esposito (la Platea Record, Phonotype record) con: Franco Acampora, Concetta Barra, Peppe Barra, Antonio Casagrande, Maurizio Casagrande, Gianfranco Gallo, Massimiliano Gallo, Rosalia Maggio, Angela Pagano, Mario Scarpetta.

Agostinelli Pietro, Aloisio Valentino, Bertuccio Domenico, Bianchetti Martino, Bonezzi Tommaso, Bosco Antonio, Bosi Cesare, Calcaterra Antonio, Campagnolo Domenico, Canal Luigi, Cardillo Beniamino, Cascarella Emanuele, soldato

, delimitato dal Corso Cerulli, Piazza Sant'Anna, Piazza Orsini. Vi si trovano la chiesa di Sant'Antonio di Padova, la cappella di Sant'Anna e la vicina domus di Largo Torre Bruciata, la domus del Leone, la casa Melatino, la chiesa di San Luca, la chiesetta di Santa Caterina, e l'ex ospedale psichiatrico Sant'Antonio con Porta Melatina. Termina nel Largo Madonna delle Grazie all'estremo oriente dell'asse viario Corso Cerulli-Corso De Michetti, mediante l'accesso di Porta Reale.

Altre chiese - a Visso: Chiesetta della Concezione, San Giovanni, Madonna di Cardosa, Santa Croce, San Girolamo; a Borgo S.Antonio: Chiesa di Sant'Antonio; nelle altre frazioni: le Pievi di Fematre e di Mevale (notevoli per gli affreschi dei fratelli Angelucci).

, le precarie condizioni igieniche di alcuni isolati del centro furono motivo del loro abbattimento (quartieri Sant'Antonio, Venezia Nuova, dietro il Duomo) e la successiva edificazione di un nuovo quartiere popolare nei pressi della nuova

. In seguito si aggiunsero, provenendo in gran parte dal centro nord, Paolo Acrosso, il conte Boccabianca de Patay, Giuseppe Bovini, Francesco Callari, Beniamino D'Amato, Ludovico Greco, Antonio Piccone Stella, Libero Pierantozzi, Esule Sella, Paolo Tedeschi

; oltre ai due studenti, facevano parte dell'impresa anche due dottori in medicina, Antonio Succi e Angelo Sassoli, che tradirono poi gli altri patrioti riferendo tutto alla polizia pontificia, e altre quattro persone (Giuseppe Rizzoli detto

dal tipografo palermitano Antonio Mayda e custodita presso la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana Alberto Bombace nel medesimo capoluogo dell'isola, redatta dal latinista, grecista e poeta lentinese Silvestro Sigonio (o Sigona)

Da Vercellino discesero Giovanni, la cui linea si estinse con Ottone che fu uno degli uccisori di Giovanni Battista Visconti e Antonio nella cui discendenza sono degni di menzione: Guido marito di Leta Manfredi, governatore di Genova e Cremona sotto

fino a incontrare il triumviro, entrando a Tarso in maniera trionfale per mostrare tutta la propria ricchezza; per giorni furono ospitati sontuosi banchetti a bordo, con l'intenzione, riuscita, di impressionare e conquistare Antonio e tutto il suo seguito.

Per questi motivi, probabilmente, la regina scelse di avvicinarsi ad Antonio, personaggio principale della scena politica di Roma, senza il cui permesso il regno d'Egitto non sarebbe potuto sopravvivere: egli era quindi un mezzo sia per assicurarsi l'appoggio esterno della Repubblica, sia per avere dei nuovi eredi da un uomo all'altezza di una regina.

dalla fine di quell'anno: Antonio accusava il rivale di aver escluso Lepido illegittimamente dal triumvirato e di avergli impedito di reclutare truppe in Italia; Ottaviano, da parte sua, lo accusava di detenere la famiglia reale armena illegalmente, di aver sposato Cleopatra nonostante fosse ancora il marito di Ottavia e di aver dichiarato ingiustamente Cesarione erede di Cesare.

, che ancora oggi appartengono all'immaginario comune: Cleopatra venne accusata di praticare arti magiche, con le quali avrebbe sedotto il generale romano, di essere un'avvelenatrice naturale, di voler distruggere Roma stessa e di condurre una vita dissoluta dal punto di vista economico e morale; si pensava che Antonio avesse perso il proprio senno e anche su di lui furono sparse false accuse: avrebbe, per esempio, derubato la

e lo stesso Ottaviano; questi tenne un discorso in Senato accusando apertamente Antonio a riguardo della gestione dei territori orientali della Repubblica, ma si dimise dalla carica lo stesso giorno, tornando alla

A quel punto alcuni consigliarono ad Antonio di ritirarsi dal mare e cercare lo scontro armato nell'entroterra greco, mentre Cleopatra spingeva per lo scontro navale per tenere la flotta nemica lontana dal proprio regno.

. Propose quindi e ottenne dal suo partito la candidatura di Antonio Segni, ritenendo che l'elezione di quest'ultimo, che era un conservatore, fosse necessaria per rassicurare le correnti della destra DC e guadagnare anch'esse alla sua politica di apertura al

L'abitato ha preso corpo lungo la dorsale che corre alle falde della montagna, corrispondente alle odierne Vie San Gottardo, Sempione, Cappuccini, Borghese e Vallemaggia, e almeno quattro sono i punti focali riconoscibili, ovvero quelli -da est a ovest- delle attuali zone di Ceresol, San Vittore, Sant'Antonio e Passetto, in posizione prudentemente sopraelevata rispetto a lago e fiume, ma da essi non troppo discosti. L'acqua, probabilmente la ragione prima dell'esistenza di Locarno (

Marignana - Indicherebbe la zona meridionale del comune ad ovest del Terraglio (compreso il quartiere attorno alla chiesa di Sant'Antonio), anche se oggi si preferisce estenderle, impropriamente, il toponimo

a delle figure alate che hanno in mano i ferri del mestiere del chirurgo. Nella parete posteriore, dietro l'ultima fila di scranni, vi sono i busti di una serie di professori che hanno tenuto la cattedra di chirurgia presso l'Ateneo pavese: marmorei di Antonio Scarpa,

, Igino Poggiali, Francesco Antonelli, Paola Gaglianone; hanno diretto le Biblioteche di Roma: Maurizio Ceresa, Lorenzo Baldacchini, Antonio Calicchia, Maurizio Caminito, Alessandro Massimo Voglino, Silvana Sari, Alessandro Massimo Voglino, Maria Cristina Selloni, Valerio De Nardo.

per volere di un presunto nobile locale, un certo Antonio Pelletta, il quale pose come condizione che l'arciprete fosse sempre un sacerdote di Nizza. Nei secoli passati, vide innumerevoli e aspre traversie circa il diritto di patronato e controllo, in cui vennero coinvolti molte famiglie nobili della zona, il Municipio e la Curia Vescovile, fino alla convocazione in giudizio davanti alla

. Dopo alterni tentativi e interventi di familiari e amici, la giovane, ancora fermamente risoluta, decise di fuggire dalla casa paterna insieme al fratello Antonio, appena quindicenne. I due, allontanatisi insieme, si separarono alle porte del convento delle carmelitane dove la giovane fu accolta dalle monache, con le quali aveva preso accordi precisi nei giorni precedenti. Diversamente avvenne per Antonio: respinto dai

Chiesa di Santa Maria del Carmelo: progettata da Rosario Gagliardi e ultimata dai capimastri Corradino Randazzo e Vincenzo Sortino, presenta un sobrio prospetto concavo facente da sfondo alla via Ducezio. L'interno, strutturato su una pianta a croce greca, presenta delle similitudini con quello di San Domenico, essendo ricco di stucchi. Conserva una preziosa statua raffigurante la Madonna del Carmelo, attribuita allo scultore netino Antonio da Monachello e proveniente da Noto Antica.

in persona che poteva aver partecipato all'assedio, ebbero l'onore di vedersi dedicare la ricetta in questione, tratta dalla tradizione riportata nel citato libro di ricette maceratesi di Antonio Nebbia, ma modificata ed addizionata con besciamella

Si dice che Domiziano sia stato insofferente del predomino esercitato da Muciano e per questo motivo divenisse amico dei suoi avversari politici, Antonio Primo, il vincitore di Vitellio, e il prefetto del pretorio

Tra quanti si rifiutarono e fuggirono dalla Scuola sono da ricordare i fratelli Antonio ed Eduardo Rossi di diciassette e quattordici anni, citati in seguito dal giornalista francese Charles Garnier per l'eroico comportamento

Le indagini ricostruirono l'esecuzione della strage di via Palestro in base alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Pietro Carra, Antonio Scarano, Emanuele Di Natale e Umberto Maniscalco: nel

: si tratta di un dipinto a scopo celebrativo nel quale Giovanni Antonio Canal poteva servirsi della sua esperienza maturata nel dipingere le lussuose feste della Repubblica di Venezia. Dopo aver interrotto il soggiorno inglese una prima volta nel

. La volta porta i dipinti di Jacopo Antonio Manini, autore anche delle parti architettoniche e dell'ornato con prospettive di mensole e festoni a chiaroscuro. I sei medaglioni che raffigurano temi allegorici e gli scudetti a chiaroscuro furono realizzati da

, Vincenzo Femia, in risposta al divieto dello stesso di far espandere la 'ndrina di Giovanni Pizzata nel mercato della droga romano. Gli esecutori materiali dell'omicidio sono i figli di Pizzata: Francesco e Antonio Pizzata e di Massimiliano Sestilo condannati dalla III Corte d'Assise all'ergastolo nel giugno

I due eserciti del Senato riuscirono a coordinare inaspettatamente bene la loro avanzata militare, tanto da arrivare contemporaneamente a Pistoria e poter affrontare il nemico a forze unite. Il piano originale era di dare a Gaio Antonio Ibrida il comando supremo dell'esercito, ma questo addusse una ferita a una gamba e dovette consegnare il comando al suo legato

. Comprende la porzione sud ovest del centro storico che lambisce il corso Ovidio fino all'asse di piazza Garibaldi. Ha come confini via Manlio d'Eramo, la circonvallazione orientale, corso Ovidio, via San Cosimo, via Quatrario, parte di via Corfinio, via Salvatore Tommasi e il largo Mazara. I monumenti principali sono porta Filiamabili e la coeva di Sant'Antonio, il Palazzo San Francesco con annessa biblioteca civica, sede comunale (via Mazara), la

: Francesco Mammoliti, Francesco Strangio, Antonio Pizzata, Domenico Pipicelli, Carlo Fuda, Rocco Carrozza, Francesco Pascale, Antonia Vottari, Maria Falcomata e Nina Falcomata. La prima sezione della Corte suprema presieduta da Corrado Carnevale annulla con rinvio, tranne per quattro imputati, assolti direttamente con annullamento senza rinvio.

in cui la Vergine col Bambino e i sei santi erano collocati su un baldacchino poco profondo, posto a sua volta su un basamento ornato sulla fronte e sul retro con rilevi fra cui i quattro con le scene della vita di sant'Antonio. La

, Pierfrancesco Cambi, Sebastiano Antinori. La seconda ne considera quattro: Vincenzo Borghini, Sebastiano Antinori, Agnolo Guicciardini e Antonio Benivieni. Tra i membri del gruppo emerge Vincenzo Borghini, riconosciuto come il vero promotore della censura del

Elena B. Starikovskaya, Rem I. Sukernik, Olga A. Derbeneva, Natalia A. Volodko, Eduardo Ruiz-Pesini, Antonio Torroni, Michael D. Brown, Marie T. Lott, Seyed H. Hosseini, Kirsi Huoponen e Douglas C. Wallace,

Tra Cicerone ed Antonio, comunque, i rapporti non erano dei migliori, e i due, d'altra parte, si trovavano all'esatto opposto in ambito politico: Cicerone era il difensore degli interessi dell'oligarchia senatoriale, convinto sostenitore della repubblica monopolizzata dai ricchi, mentre Antonio avrebbe voluto fare suoi i progetti di Cesare ed assumere gradualmente un potere monocratico.

Angelo Bettoni, Giacomo Bontempi, Ferruccio Cadei, Roberto Jacotti, Antonio Jori, Giovan Battista Locatelli, Artemio Magrassi, Giuseppe Montini, Giuseppe Palazzi, Paolo Rovetta, Giuseppe Seppilli e Giuseppe Zatti.

circa. Si tratta delle decorazione della fascia mediana di una nicchia semicircolare, in cui il pittore dipinse una finta architettura con nicchie marmoree divise da pilastri poggianti su una cornice modanata sopra alcune specchiature in finto marmo. Nelle nicchie si trovano i santi Girolamo, Barbara e Antonio Abate, caratterizzati da una linea di contorno sottile e fluida e una colorazione vivace e armonica, derivata dall'esempio di

si proclamava vendicatore e successore di Cesare e anche instauratore di una tirannide. Proprio per questo Cicerone decise di lottare contro Antonio, mettendo in pericolo la sua vita e pronunciando le famose

Direzione: Togliatti (segretario generale), Longo (vice segretario generale), Giorgio Amendola, Arturo Colombi, Di Vittorio, Girolamo Li Causi, Massola, Negarville, Novella, Giancarlo Pajetta, Antonio Roasio, Giovanni Roveda, Mauro Scoccimarro, Pietro Secchia, Emilio Sereni e Velio Spano.

, fu frutto delle conversazioni tra il regista e Antonio Celentano, un giovane teanese (nel film Antonio Catalano), sulla base del suo racconto di vita. Luoghi, personaggi e situazioni sono riferimenti alla Teano del dopoguerra.

Gianfilippo, padre di Lucia, abita da sola e sembra avere diversi flirt. Uno di questi, nato nella terza stagione, si sviluppa nel corso della quarta e quinta (nonostante la ridotta partecipazione a questa serie) e la vede coinvolta con Fernando. Nella sesta stagione cerca di aiutare Giulio e la famiglia Cesaroni nelle faccende di casa per sopperire all'assenza di Lucia. Lega molto con Pamela e Stefania con cui condivide la maggioranza delle scene, instaurando un rapporto di amicizia con Antonio Barilon.

, un'onorificenza cavalleresca militare ed Antonio Pimentel ne venne nominato primo cavaliere; tutti i membri dovevano fare promessa solenne di non sposarsi o comunque non risposarsi dopo essere rimasti vedovi.

ha dedicato a Falcone realizzata dallo scultore Antonio Sgroi. L'opera presenta un labirinto dal quale fuoriesce una donna che porta fra le mani una melagrana. Attraverso una fenditura nel frutto si intravede la forma della Venere preistorica di Savignano, come omaggio alla terra locale.

Una volta giunti nei sotterranei dalla scala posta ad est ci si trova in un vestibolo che conduce a destra alla casamatta del bastione di Sant'Antonio, a sinistra al braccio nord dei sotterranei. La casamatta presenta una pianta circolare e una copertura a calotta con al centro un

seconda via principale di Chieti, che si collega al corso Marrucino e all'estremo opposto alla via dei Toppi. Si snoda da piazza Garibaldi fino al largo Cavallerizza, incontrando i monumenti delle chiese di sant'Antonio e Santa Chiara, passando per la caserma dei carabinieri.

(si ricordano Antonio e i figli Federico e Lucio), Bartolomeo e Francesco Piatti (la cui bottega si trovava nell'omonima via), i fratelli Francesco e Gabriele da Merate, Giovanni Pietro e Vincenzo Figini, Giovanni Pietro e Geronimo Bizzozzero, Bernardino e Jacopo Cantoni, Francesco e Giovanni Jacopo da Vimercate, Giovanni Gariboldi, Galeazzo da Verderio, Ambrogio dell'Acqua, Marco de' Lemidi, Jacopo da Cannobio (detto Bichignola), Pietro Caimi, Balzarino da Trezzo, Carlo Porro e Giovanni Antonio Biancardi e molti altri, quasi tutti concentrati tra le parrocchie di

; nell'esposto vennero citati: l'intercettazione ambientale del colloquio Lasperanza, Ormanni e la testimone Gabriella Alletto, l'intercettazione ambientale del colloquio tra Francesco Liparota e suo padre Antonio,

, nativi di Neah Bay, e gli spagnoli. Il secondo in comando di Fidalgo, il pilota Antonio Serantes, fu ucciso per vendicare il fatto che Fidalgo aveva ucciso molti Makah. Per questo motivo Fidalgo fu severamente sgridato dai superiori. L'avamposto di Neah Bay fu abbandonato, e Fidalgo richiamato a Nootka.

(Villa Sant'Elena): sussidiaria della parrocchia di Sant'Antonio di Padova a Villagrande, si trova nella zona industriale di San Martino-Villa Grande, e risale al primo Novecento, composta da un impianto rettangolare pseudo-romanico, con finestre laterali, facciata architravata molto semplice, e campanile a vela centrale.

Si sviluppa su tre piani. Presenta un basamento con un motivo a scarpa, simile a una fortificazione. Originariamente la facciata principale controllava il ponte sul torrente Isolone. Il piano nobile si raggiunge con una scala a due rampe che porta al vasto salone affrescato da Antonio Contestabile di

, inserito dal progettista Antonio Comino in risposta alle esitazioni delle maestranze locali che temevano di installare colonne troppo basse e staticamente pericolose. Le colonne, sei per lato, sono coerentemente proiettate sulle murature laterali mediante

Come detto, anche i soffitti delle navate laterali, coperte da volte a crociera in successione, sono affrescati da Tommaso Sandrino, che predispone spazi architettonici calibrati dove poter inserire i riquadri narrativi, opera invece di Camillo Rama e Antonio Gandino

Antonio Panei, riconsegna a Roma ai frati trappisti le due teste marmoree di San Paolo che erano state trafugate da ignoti dall'Abbazia delle Tre Fontane. La puntata, realizzata in presa diretta interamente fuori dagli studi televisivi

Cala Bassa: nella parte ovest dell'isola, acque basse e trasparenti, adatte anche ai bambini, dove godere la vista di S.Antonio in lontananza, con il suo monte che ricorda vagamente il Pan di Zucchero brasiliano. Circondata da una bella pineta, come molte delle altre spiagge.

su quella settecentesca, ormai pericolante. Originariamente l'antica chiesa, eretta sull'antico Oratorio di San Rocco nel XV secolo, doveva avere solo tre altari: quello principale e due laterali dedicati rispettivamente al Santo Rosario e a San Rocco. In seguito venne eretto un altro altare dedicato a San Francesco d'Assisi ed a Sant'Antonio da Padova.

Prospiciente il Museo Casa Deriu si trova la Pinacoteca Antonio Atza la quale si compone di novantasei dipinti, cinquantacinque dell'autore omonimo e quarantuno frutto di scambi dello stesso Atza con alcuni colleghi sardi, tra i quali

La chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo sorge in piazza Mazzini, sul luogo dove un tempo si trovavano due chiese dedicate rispettivamente a Sant'Antonio Abate e alla Buona Morte. Fu costruita su iniziativa dell'allora parroco, don Luigi Toppetti, e progettata dall'architetto

. La via funge da collegamento tra piazza Sant'Antonio e slargo prospiciente la Chiesa di San Rocco. Sulla via oltre la Chiesa si affacciano il Teatro Comunale, palazzo Urgesi, palazzo Agostinelli (residenza di

: piccolo sobborgo del centro storico, situato alla periferia ovest, alle pendici del monte del Castello, delimitato da via Sant'Antonio Abate e via Paolo Saverio di Zinno. Anticamente era la periferia occidentale di Campobasso, con la porta omonima di accesso alle mura, e la chiesetta di Sant'Antonio. Nell'Ottocento si sono costruite nuove case, che delimitano le attuali via Monforte e via Firenze, che tornando verso est, si ricollegano al centro Murattiano mediante il sagrato della Cattedrale.

speciale per giudicarli. Fece quindi annullare la sentenza che aveva dichiarato Antonio nemico pubblico dello Stato e strinse un'alleanza con lui, grazie alla mediazione di Marco Emilio Lepido. I tre si incontrarono a

. Nella prima, Antonio sconfisse Cassio, che si tolse la vita, mentre le forze di Bruto ebbero la meglio su quelle di Ottaviano. Tre settimane dopo, invece, avvenne il secondo scontro nel quale Bruto fu rovinosamente battuto. Anche lui decise quindi di suicidarsi.

Antonio decise che il momento era propizio per iniziare la spedizione pianificata da Cesare. Egli intendeva riprendere i piani di Cesare e marciare sul regno dei Parti passando per l'Armenia, dopo il suo luogotenente

Le indagini ricostruirono l'esecuzione della strage di via dei Georgofili in base alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Pietro Carra, Vincenzo e Giuseppe Ferro, Salvatore Grigoli, Antonio Calvaruso, Pietro Romeo e Vincenzo Sinacori. Nel

La zona nuova del centro cittadino sorge ad est del centro storico, continuando la salita della stessa collina. Lo attraversano due lunghi viali alberati paralleli: Viale Antonio Mellusi, costruito nel dopoguerra, e Viale Atlantici, prosecuzione ideale di Corso Garibaldi, completato nel

e Abbondio Stanzio. Nel salone principale vi sono alcune pitture e tele di Antonio Canova, D. Pellegrini e altri; mentre alcune sale della villa ospitano una raccolta di quadri antichi di autori tra i quali

Nella tarda repubblica, infatti, nel clima delle guerre civili, i generali concedettero ai propri soldati, quale ricompensa per il servizio, appezzamenti di terra spesso confiscati come atti di rivendicazione contro la fazione avversa. Si ricordino le concessioni ai veterani di Pompeo, di Cesare, di Antonio, di Ottaviano

L'accordo fu lo sviluppo naturale a cui portava la situazione creatasi dopo la morte di Cesare. Antonio e Ottaviano erano i principali eredi politici del dittatore ucciso l'anno prima; essi si ritrovarono nella comune opposizione agli

. Questa sua messa da parte fu dovuta anche al suo atteggiamento ambiguo nel corso delle ultime vicende. Antonio, intenzionato a vendicare (come era nei progetti di Cesare prima di morire) lo smacco subito da

con il nobile Antonio Maria Melzi, suo amico e protettore. Fu lo stesso Melzi ad affidare il giovane compositore agli insegnamenti di un maestro molto rinomato, soprattutto nel campo della musica strumentale:

. Guardando il rosone, alla sua sinistra (esattamente alle ore nove), si nota l'autoritratto di Antonio Zimbalo. Agli estremi, a chiudere il profilo del secondo ordine, si ergono due grandi statue femminili, simboleggianti la Fede e la Fortezza. Il

: per la costruzione della nuova ala furono interpellati architetti come Antonio Da Ponte e Zanmaria de Piombi: nonostante i due progetti non presentassero sostanziali differenze, fu scelto quello del primo, caratterizzato dalla presenza di un porticato e di un piano superiore destinato alla Sala dei Signori di Notte e alla Camera del Tormento, al quale si accedeva mediante una scala di rappresentanza.

ed il campanile, di forme analoghe a quelli del Duomo vecchio, San Domenico e San Lorenzo in Doliolo. All'interno conserva tra altre opere un Crocifisso ligneo dell'Acciaccaferri, una tavola dei fratelli Antonio e Giovanni Gentili, figli di Lorenzo d'Alessandro ed un quadro del

dette all'ateneo senese una nuova organizzazione e il numero delle cattedre fu incrementato. Tra i docenti di questo periodo possono essere menzionati il giurista Francesco Antonio Mori, il docente di economia politica Alberto Rinieri de' Rocchi, il medico

e da edifici civili pregiati, come il palazzo ducale e il Palazzo La Castaldina. Tra le chiese ci sono la parrocchiale di San Dionisio, la chiesa di San Rocco e quella di Sant'Antonio; si conservano anche le porta urbiche, tra le quali Porta San Marco.

presso l'Alamodome di San Antonio, Texas. Alla sesta tornata del match Pacquiao viene ferito all'arcata sopraccigliare da una testata dell'avversario, ma la sfida prosegue. All'ottavo round il filippino infligge due

, il quale, dopo un violento uragano e una breve riapertura, venne ristrutturato grazie alla direzione generale dei lavori affidata proprio ad Antonio Meucci. Egli introdusse un nuovo complesso di sipari e un nuovo sistema di ventilazione da lui concepito, installando anche una nuova macchina importata dagli Stati Uniti con la quale si poteva alzare e abbassare il palco in pochi minuti. Si dice anche che Antonio sia stato vicino agli insorti, aiutando con denaro la




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18 Febbraio 2021

16:22:28